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Posts Tagged ‘web’

Tocca a te

Nei giorni scorsi, navigando in rete, molti si saranno accorti di una campagna pubblicitaria di Telecom Italia, effettuata sfruttando il lettering di Google. La campagna in questione intende sponsorizzare l’iniziativa Working Capital, un progetto che intende sostenere le iniziative imprenditoriali italiane in ambito wb 2.0 (messo che in Telecom sappiano veramente cosa vuol dire).

Date le polemiche venute fuori, Google ha prontamente pubblicato un post sul proprio blog ufficiale, specificando di aver autorizzato in via eccezionale Telecom ad utilizzare il proprio lettering. Questo perché l’iniziativa proposta da Telecom rispecchia molto la vision della casa di Mountain View: promuovere l’innovazione. Detto questo però il post ufficiale si chiude con una presa di distanze netta verso l’iniziativa di Telecom, specificando che Google non è in alcun modo implicata nel progetto.

Personalmente penso che Google abbia fatto male ad autorizzare Telecom, perché è un’azienda che si allontana molto dall’idea di Page e Brin (il motto “dont’ be evil”). In Italia Telecom è spesso vista male dagli utenti per vari motivi: disservizi, tariffe, management incapace. L’esatto opposto di quello che è Google (servizi e tecnologia d’avanguardia, servizi quasi sempre gratis, ed eccellenza accademica). Ci può stare che il progetto è condivisibile (anche se l’ultima frase del post di Google sembra quasi presagire un fallimento di esso), ma bisogna anche guardare alla percezione dell’azienda da parte del pubblico.

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La notizia è di quelle bomba: Microsoft starebbe lanciando una OPA su Yahoo! da 45 miliardi. La scoietà di Bill Gates offre 31$ dollari ad azione, ovvero il 62% in più del valore di esse. Non è sicuramente poco il 62%… Ovviamente appena lanciata la notizia Yahoo! ha fatto un balzo in borsa del 53%, mentre sono scese Microsoft e Google. Per capire bene questi fenomeni facciamo un quadro odierno di internet:

Nel mondo di Internet esistono tre grandi Major (per usare un termine tipico dei mass-media): Google, Yahoo! e Microsoft. Tutte e tre offrono un motore di ricerca, account di posta, un servizio di mappe, applicazioni online, applicazioni sviluppate da terzi ma di proprietà loro. Negli ultimi mesi Yahoo! ha visto un crollo economico sotto il peso di Google, sempre di più un macigno sul mondo di Internet, vedendo crollare l’utilizzo del suo portale e del suo motore di ricerca. Anche Microsoft non naviga in buone acque, ma la lungimiranza di questi ultimi sta giusto nel volere acquistare il concorrente (tecnica tipica di Microsoft) per fare guerra al concorrente più grande. Tanto Microsoft i soldi li guadagna da un’altra parte, Yahoo! no e si vede. In pratica una azienda compra l’altra per non averla più contro. Semplice.

La domanda che si pongono tutti e se il nuovo colosso (sempre se si farà) sarà in grado di raggiungere la “giovane e dinamica” Google. La risposta non è facile, ma secondo me tende verso il no. La grande differenza tra Google e Microsoft sta nell’immagine dell’azienda. Google è giovane e fresca, Microsoft è potente ma pesante. I giovani si stanno sempre di più orientando verso la prima, però la seconda è più legata all’area business. Ma i dati parlano chiaro in favore di Google. Si passerà da un tri-polio ad un duo-polio. Anche se in internet non si potrà mai parlare di monopoli e cose del genere perché non ha un limite come la Tv. Finchè giovani laureati si metteranno a fare la loro azienda su internet non si potrà mai avere controllo totale. C’è democrazia, anche se sta diminuendo.

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Vignetta di Vauro

Oggi sono morte cinque persone sul lavoro in Italia. Non è una novità, ne muoiono almeno una al giorno, ma i media non ne parlano. Ne parlano quando succede un fatto straordinario, come quello di Torino, e si trascinano dietro per qualche giorno il tema. Fra una settimana non troveremo più notizie riguardanti i morti sul lavoro: non perché non ce ne saranno, ma non faranno più notizia. Questo è il sistema italiano. La settimana scorsa Travaglio ad Anno Zero ha affermato che l’Italia è un paese in cui bisogna aspettere la tragedia per agire. Non si fa prevenzione

Tra i morti di oggi ce n’era uno della Fiat di Melfi. Probabilmente è morto schiacciato dal macchinario con cui stava lavorando. Oggi Montezemolo, Presidente di Confindustria, ha affermato che bisogna fare di più per la prevenzione degli incidenti sul lavoro. La stessa prevenzione che i colleghi industriali di Montezemolo non tengono a fare perché costa e non porta profitto. Montezemolo è anche Presidente del Gruppo Fiat. Forse non l’avevano avvertito che oggi è morto un operaio in una delle sue fabbriche. O forse sì, ma non ne ha voluto parlare.

Alla manifestazione di qualche giorno fa degli operai Thyssen sono stati fischiati i sindacati. Dagli operai. Se addirittura l’organismo nato per difendere i lavoratori viene contestato dai lavoratori è un segnale che qualcosa non funziona. I sindacati sono impegnati in alto, non possono occuparsi del basso. Forse ha ragione Grillo: non c’è più una voce di rappresentanza dal basso. Quelle che ci sono sono troppo deboli. La soluzione sta nel mezzo più democratico che conosca: Internet.

Il web è democratico: ognuno può dire quello che vuole, la gente si può unire e formare un coro solo contro chi sta al potere, di qualunque potere si tratti. Se ne ha avuto esempio col V-Day, nato su Internet e diffuso tramite Internet. Ma fatto da gente che è scesa veramente in piazza, non i loro avatar.

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Gratuità a pagamento

Qtrax

Qualche giorno fa è stato annunciato sul New York Post un nuovo software di peer-to-peer, quindi di file sharing tipo eMule, nato sotto la benedizione delle quattro major dell’industria discografica: Universal, Warner, SonyBmg, Emi. Questo software si chiamerebbe Qtrax e permetterebbe di scaricare musica legalmente e gratuitamente.

E le industrie come ci guadagnerebbero? Beh, innanzitutto con la pubblicità all’interno del software, poi con la pubblicità (sembra possa essere possibile) all’inizio del brano scaricato. E infine con le vendite dei dischi. Sì, perché una volta scaricata la canzone l’utente sarà spinto a comprarne il cd, visto che la canzone sarà possibile ascoltarla per “addirittura” 5 volte, dopo di che si dovrà acquistarla. Inoltre è molto probabile che le canzoni non saranno in formato mp3 per due motivi: il primo è legato ad una incompatibilità, voluta, con dispositivi portatili come l’iPod, il secondo è dovuto al fatto che all’interno delle canzoni ci saranno inclusi i famosi DRM e altri sistemi per bloccarne la diffusione.

Secondo me risulterà scontato un fallimento totale di questo servizio, che per alcuni potrà sembrare un passo avanti delle majors, ma a cui poi si aggiunge anche un grande passo indietro facendole ritornare al punto di partenza. D’altronde il loro profitto è dato dalle vendite, e non possono rinunciarci. Ma almeno evitare di illudere i poveri utenti di internet con servizi finti, potrebbero evitarlo…

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A volte ritornano

Netscape

E’ uscito la nona versione del celeberrimo browser Netscape Navigator, vero leader del mercato a fine anni 90, poi andato disperso per anni. Ma facciamo un riassuntino per capire bene come stanno le cose…

La versione attuale di Internet, denominata World Wide Web, nasce nel 1992 nei laboratori del Cern di Ginevra come strumento di condivisione di informazione tramite ipertesto. Il linguaggio per la creazione di ipertesti viene denominato HTML. L’anno dopo viene creato il primo browser avente una buona capacità grafica, denominato Mosaic. Intuita l’utilità, il suo creatore fonda la Netscape Communications, la quale lancia il primo browser commerciale, Netscape Navigator, nel 1994.

E la Microsoft? La Microsoft non capì fin dall’inizio l’importanza di Internet. La prima versione di Internet Explorer è del 1994, ma ha delle potenzialità, soprattutto grafiche, molto limitate. Netscape fu subito un successo anche perché era liberamente scaricabile da Internet, mentre i primi pacchetti di Explorer erano a pagamento. Fu solo con Windows 98, che la Microsoft puntò decisamente sul browser e cominciò a conquistare fette di mercato sempre maggiori. Intanto però nel 1998 la popolarità di Netscape era alle stelle, tanto che alcuni utenti (ignoranti, ma simpatici) pensavano che Netscape avesse inventato Internet.

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