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Posts Tagged ‘pubblicità’

Tocca a te

Nei giorni scorsi, navigando in rete, molti si saranno accorti di una campagna pubblicitaria di Telecom Italia, effettuata sfruttando il lettering di Google. La campagna in questione intende sponsorizzare l’iniziativa Working Capital, un progetto che intende sostenere le iniziative imprenditoriali italiane in ambito wb 2.0 (messo che in Telecom sappiano veramente cosa vuol dire).

Date le polemiche venute fuori, Google ha prontamente pubblicato un post sul proprio blog ufficiale, specificando di aver autorizzato in via eccezionale Telecom ad utilizzare il proprio lettering. Questo perché l’iniziativa proposta da Telecom rispecchia molto la vision della casa di Mountain View: promuovere l’innovazione. Detto questo però il post ufficiale si chiude con una presa di distanze netta verso l’iniziativa di Telecom, specificando che Google non è in alcun modo implicata nel progetto.

Personalmente penso che Google abbia fatto male ad autorizzare Telecom, perché è un’azienda che si allontana molto dall’idea di Page e Brin (il motto “dont’ be evil”). In Italia Telecom è spesso vista male dagli utenti per vari motivi: disservizi, tariffe, management incapace. L’esatto opposto di quello che è Google (servizi e tecnologia d’avanguardia, servizi quasi sempre gratis, ed eccellenza accademica). Ci può stare che il progetto è condivisibile (anche se l’ultima frase del post di Google sembra quasi presagire un fallimento di esso), ma bisogna anche guardare alla percezione dell’azienda da parte del pubblico.

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sandro-bondi

Riprendendo il discorso iniziato nel post precedente, il 5 marzo Repubblica ha pubblicato una lettera del Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi. In tale lettera, Bondi si rifà a quanto affermato da Baricco, riguardante la necessitò di utilizzare televisione e scuola come mezzi per far rinascere la cultura italiana. Riconoscendo l’importantissimo ruolo della TV, e sospinto dal modello applicato da Sarkozy in Francia, Bondi propone di svincolare una rete pubblica RAI dal sistema Auditel, e di conseguenza dalla pubblicità. Questo per creare nella rete un vero servizio pubblico, una rete in cui i programmi non scadano nella volgarità, nella stupidità e nella superficialità. “Una rete svincolata dall’auditel permetterebbe quindi di sperimentare nuovi linguaggi e nuovi format “, afferma il ministro, dimostrandosi aperto a nuovi modelli di intrattenimento.

Le risposte del consiglio d’amministrazione della RAI non si sono fatte attendere, e tutte sono negative. Giovanna Bianchi Clerici afferma che l’avvento del digitale terrestre offrirà molti nuovi canali tematici, e che quindi il problema non si pone. Inoltre sottolinea come il mancato incasso di pubblicità rischi “di fare un favore a Mediaset, Sky e al web”. Nino Rizzo Nervo afferma che la proposta deve essere vagliata dal parlamento, affermando che la situazione creerebbe squilibri sul mercato pubblicitario attuale. Il direttore di RaiTre Ruffini bolla la proposta come rischi: “Cosa farebbero le altre reti Rai? Una tv commerciale?”.

Personalmente ritengo la proposta di Bondi molto sensata, sopratutto per quanto riguarda il distacco da Auditel, il vero colpevole del degrado qualitativo della televisione italiana. Una televisione di qualità, con programmi non necessariamente inneggianti alla cultura, ma intelligenti e non superficiali. La critica più seria che ho sentita è quella riguardante la varietà offerta dal digitale terrestre: è vero, la RAI possiede molti canali tematici sulla nuova piattaforma, ma il problema è che essi sono troppo dispersivi e sotto-sovvenzionati. Un canale culturale realizzato con il 70% dei fondi attualmente stanziati anche solo per RaiTre riuscirebbe a produrre un palinsesto degno di nota, molto più dei mille canali tematici solitari.

Riguardo al fattore pubblicità, si apre una nota dolente: effettivamente diminuendo gli introiti pubblicitari della TV pubblica si creerebbero problemi di budget e squilibri nel mercato. Secondo me si potrebbe affettuare un aumento del canone per ovviare ai mancati incassi (io lo pagherei volentieri per un servizio migliore). Riguardo invece agli squilibri si rischia di favorire Mediaset, è vero, però è sbagliato pensare che si bisogni rivedere i tetti di affollamento pubblicitario (tra l’alto già molto elevati). Se i tetti rimangono elevati, i listini delle concessionarie aumenteranno di sicuro (legge domanda-offerta). Il che non è grave: diminuirebbero gli inserzionisti televisivi per deviare finalmente investimenti sul web, o su mezzi in crisi come la stampa.

Che Bondi abbia smesso di fare l’ombra di Silvio per mettersi a pensare con la propria testa?

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E’ da un po’ che intendo scrivere questo post, ma le richieste di informazioni che mi sono giunte nelle ultime settimante mi hanno finalmente convinto. Quella che segue è una visione personale del corso di laurea di Ingegneria del cinema e dei mezzi di comunicazione del Politecnico di Torino. Ma è comunqua una visione dall’interno, e sono molti gli interessati ad averla.

Io sono entrato a Ingegneria del cinema nel 2005, era il terzo anno di esistenza del corso di laurea. Eravamo delle cavie, ma meno di quelli arrivati prima di noi. Siamo entrati in poco meno di 60, ma a marzo eravamo già in 40. Molta gente, delusa da aspettative sbagliate, aveva mollato il corso. Penso che nessuno si aspettasse esattamente un corso come quello venuto fuori. Questo perché la pubblicità fatta all’inizio per questo corso era totalmente deviante. Si parlava veramente di fare cinema, incontrare registi e specialisti del campo. Fortunatamente io non ero venuto per fare cinema. Perché non si fa. Sfatiamo un mito: si fa solo un esame sul cinema, in altri esami si fa qualche accenno. Se volete fare cinema andate al DAMS.

(altro…)

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Sugar

Ieri sera sono andato a San Siro per assistere al concerto di Zucchero. Era la prima volta che andavo a San Siro e devo dire che mi ha fatto molto effetto. Questo stadio enorme e imponente con un palco larghissimo che andava a prendere quasi tutta la larghezza del campo. L’idea di Zucchero è stata di creare il Sansiro Stadium Theatre: un teatro nella stadio, con platea a sedere e numerata, per venire incontro alla crescente età del suo pubblico e l’ambientazione era anche fatta per ricordare un teatro (vedi mia foto sotto). L’ottima idea è naufragata, come era prevedibile, già alla seconda canzone: tutti quelli seduti in platea sono balzati in piedi e corsi sotto il palco. Ma va bene così, dopotutto è comunque un concerto in uno stadio.

Nonostante Zucchero non sia uno dei miei artisti preferiti (non lo ascolto mai), il concerto è stato trascinante e bellissimo, si sentiva l’energia trascinante di quel non più giovane un po’ imbolsito. Ma molto bravo nel sapere tenere lo spettacolo sempre vivo.

Un po’ mi vergognavo in mezzo a tutta quella gente: io non sono un fan di Zucchero, avevo dei posti bellissimi (e cari) e non avevo pagato. Mi sono stati offerti il giorno prima dalla concessionaria del Sole 24 Ore. Perchè il mondo della pubblicità è fatto anche di omaggi (non disinteressati). E io ne ho approfittato subito.

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Di nuovo sul treno che mi porta a Milano. Il tirocinio continua tra alti e bassi, ma in questo momento vedo di più i fattori positivi.
Una volta un mio grande professore, Domenico Ioppolo, disse: “Chi ne sa di pubblicità non ne parla, chi non ne sa ne parla troppo”. Io ho deciso di parlare, e spiegare quello che sto imparando
Ho cominciato la prima campagna mia, ovvero creata e gestita da me. Si tratta della campagna search per il blog di Alfa Mi.To. Devo dire che la cosa mi piace abbastanza, perché stimola la creatività e il continuo bisogno di trovare nuove keyword. Il lavoro principale della fase di preparazione della campagna è la stesura delle keyword e degli annunci testuali, quelli che poi l’utente vedrà sul motore di ricerca. Le keyword sono divise in due gruppi: generiche e brand. Quelle generiche sono keyword legate al settore in cui si va ad inserire il sito che si sta pubblicizzando. Nel mio caso ci sono tantissime keyword legate al settore automotive e specializzate nel segmento di appartenenza della Mi.To, inoltre ci sono keyword generiche legate al mondo del blog e della community, dato che il sito sponsorizzato è proprio il blog di Alfa Mi.To. L’altro gruppo di parole è quello detto brand, dove vanno tutte le keyword che hanno a che fare con la marca e il prodotto sponsorizzato. Di solito le keyword brand registrano numeri di click molto alti, perché se l’utente cerca “mi.to” su google vuol dire che sta proprio cercando la Mi.To e io gliela sto offrendo. Le keyword generiche sono importanti, invece, perché vanno ad intercettare il traffico normale del motore di ricerca (ma nel mio settore) per deviarlo sul mio sito (che probabilmente non stavano cercando) e quindi attirano un potenziale cliente in più rispetto a quello che stava già cercando la mia macchina.
All’interno dei due gruppi, c’è un ulteriore distinzione in gruppi. Ogni gruppo si riferisce ad un ambito specifico delle parole al suo interno. Per ognuno di questi gruppi bisognerà creare almeno un (spesso sono tre) annuncio testuale, il più attinente possibile al gruppo di keyword, che invogli l’utente a cliccarci sopra e finire nel mio sito. E qua sta l’altro grande sforzo di creatività. Per farlo bisogna analizzare bene cosa offre il sito per far leva su quello e riuscire ad attirare click. Più la campagna è atipica e più bisogna sforzarsi per creare keyword e annunci, ma devo dice che questo sforzo mi piace, perché mi mette alla prova con me stesso.
Considerando che il futuro del mio lavoro è questo, abbandonando progressivamente l’impegno sulle campagne display, direi che posso ritenermi soddisfatto.

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Milano

Eccomi quà. In questo momento sto scrivendo sul treno che mi porta a Milano, col mio nuovo Macbook, sono le otto e venti e mi son rotto di cercare di dormire. In questo periodo non ho scritto molto sul blog. Non perché non ne avessi voglia, ma perché molto impegnato col tirocinio.
Novara, stazione di Novara.
Ormai penso sia la quinta volta che vado a Milano per il tirocinio. Non le ho contate, ma ci vado più o meno una volta a settimana. A Milano vado per imparare il vero lavoro che dovrei fare nel tirocinio, quello che non possono insegnarmi a Torino perché dovrò farlo io a Torino. Si chiama SEM, search engine marketing. E’ la nuova frontiera del settore pubblicitario online. Avete presente i link sponsorizzati che appaiono quando fare una ricerca? quelli. Può sembrare una cosa banale o semplice, ma costano poco e portano tanto traffico al cliente. Il punto di forza è uno: compare quando si crea una necessità. Voglio un mutuo? Cerco il mutuo su Google e mi appare un’offerta di un mutuo. Tutto questo non può farlo la pubblicità normale, anche se targettizzata al massimo.
I budget spesi in questo campo stanno lievitando di anno in anno, sempre più spesso vengono organizzate campagne “keyword” continuitave lunghe mesi, perché i risultati sono molto buoni.
Ormai nascono aziende che si occupano solo di questo. A Milano vado in un’azienda che si chiama Outrider, che si occupa solo di campagne SEM e interventi SEO, di cui ho parlato precedentemente. Quest’azienda fa parte di GroupM, una specie di rete che raggruppa centri media appartenenti a WPP, una multinazionale pubblicitaria. WPP detiene anche il 49% del mio centro media, MC2. E’ un po’ una grande famiglia.
Cosa dire? Comincio a vedere il futuro in modo molto positivo. In un momento in cui il mercato del lavoro è chiusissimo per i giovani, mi si apre questa prospettiva. E non solo per me. Da quando lavoro alla MC2, circa un mese, ho visto assumere ben tre persone nuove. E non è una cosa da poco.

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Tirocinio

Lunedì scorso ho cominciato il tirocinio di fine corso. Lo svolgo presso la MC2, un centro media. Il centro media, o agenzia media, è l’intermediario tra il cliente (o l’agenzia creativa) e la concessionaria pubblicitaria, l’azienda che vende gli spazi per conto dell’editore. Lo scopo di un centro media è organizzare la messa in onda della campagna e acquisirne gli spazi, su tutti i mezzi coinvolti.
Lo scopo del mio tirocinio è occuparmi di SEM e SEO. Con SEM si intende Search Engine Marketing, la pubblicità sui motori di ricerca, ovvero i risultati sponsorizzati che si trovano quando si fa una ricerca. Con SEO (Search Enigne Optimization) si intende invece l’ottimizzazione di un sito in modo che risulti il più in alto possibile nei risultati naturali della ricerca.
Devo dire che a me l’argomento interessa molto, trattandosi anche di un settore in espansione, e probabilmente vi racconterò di più su questi argomentinei prossimi giorni, per ora voglio solo parlare del mio tirocinio. Per svolgere la mia attività, ovviamente, io non possiedo le competenze. Ho studiato pubblicità e internet al poli, però non si è mai parlato di settori così specifici. Fatto sta che io parto con qualche base teorica e niente di pratica.
La mia situazione è ancora più complicata: la mia azienda per svolgere attività di SEM / SEO si rivolge ad un’azienda di Milano, la Outrider che svolge questo compito per essa. Per cui a Torino non c’è nessuno in grado di insegnarmi molto sul settore. Per fare un po’ di formazione sono costretto ad andare a milano. Solo che non posso andare a Milano spesso perché laggiù sono molto occupati, per cui per il momento mi trovo a perdere quasi tutte le mie otto ore quotidiane facendo niente.
La situazione è molto frustrante, perché ovviamente i miei colleghi sono pieni di lavoro da fare e non hanno molto tempo da dedicarmi. Diciamo che quando posso mi siedo vicino ad una collega della mia unit (qui siamo divisi in unit, io sono nella unit internet) che gentilmente mi spiega quello che sta facendo, così almeno qualcosina imparo, anche se non prettamente nel mio campo.
Il problema è che non posso mettermi a cazzeggaire platealemente su internet tipo con messenger perché, nonostante non abbia niente da fare, non posso far vedere a tutti che sto chattando o cazzate varie. L’unica cosa da fare è aspettare che io abbia un po’ più di competenze, in modo che mi facciano fare qualcosa. Il tempo ripara, disse qualcuno, ma io ne ho un po le balle piene.

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