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Vignetta di Vauro

Oggi sono morte cinque persone sul lavoro in Italia. Non è una novità, ne muoiono almeno una al giorno, ma i media non ne parlano. Ne parlano quando succede un fatto straordinario, come quello di Torino, e si trascinano dietro per qualche giorno il tema. Fra una settimana non troveremo più notizie riguardanti i morti sul lavoro: non perché non ce ne saranno, ma non faranno più notizia. Questo è il sistema italiano. La settimana scorsa Travaglio ad Anno Zero ha affermato che l’Italia è un paese in cui bisogna aspettere la tragedia per agire. Non si fa prevenzione

Tra i morti di oggi ce n’era uno della Fiat di Melfi. Probabilmente è morto schiacciato dal macchinario con cui stava lavorando. Oggi Montezemolo, Presidente di Confindustria, ha affermato che bisogna fare di più per la prevenzione degli incidenti sul lavoro. La stessa prevenzione che i colleghi industriali di Montezemolo non tengono a fare perché costa e non porta profitto. Montezemolo è anche Presidente del Gruppo Fiat. Forse non l’avevano avvertito che oggi è morto un operaio in una delle sue fabbriche. O forse sì, ma non ne ha voluto parlare.

Alla manifestazione di qualche giorno fa degli operai Thyssen sono stati fischiati i sindacati. Dagli operai. Se addirittura l’organismo nato per difendere i lavoratori viene contestato dai lavoratori è un segnale che qualcosa non funziona. I sindacati sono impegnati in alto, non possono occuparsi del basso. Forse ha ragione Grillo: non c’è più una voce di rappresentanza dal basso. Quelle che ci sono sono troppo deboli. La soluzione sta nel mezzo più democratico che conosca: Internet.

Il web è democratico: ognuno può dire quello che vuole, la gente si può unire e formare un coro solo contro chi sta al potere, di qualunque potere si tratti. Se ne ha avuto esempio col V-Day, nato su Internet e diffuso tramite Internet. Ma fatto da gente che è scesa veramente in piazza, non i loro avatar.

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