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La TV di Sarkozy

Nicolas Sarkozy

Oggi il presidente francese Nicolas Sarkozy ha annunciato un piano di riforma della tv pubblica francese. La sua proposta è di arrivare ad abolire la pubblicità sulla televisione pubblica francese perchè essa si ritrovi veramente a fare un servizio pubblico senza piegarsi alle mere regole del mercato pubblicitario, tipiche della tv commerciale. Il buco di bilancio in cui si ritroverebbe la tv pubblica sarebbe enorme. In Italia (vedi tabella) metà dei ricavi Rai sono dovuti ad entrate pubblicitarie. La proposta del presidente francese è semplice: tassare le entrate pubblicitarie delle reti private (bene) e aggiungere una tassa “infinitesimale” sui nuovi mezzi di comunicazione (male).

Sicuramente la proposta avanzata è molto coraggiosa: sarebbe un ritorno al passato senza precedenti in Europa, una mossa in grado di spostare montagne di denaro come niente. Alla fine le due proposte per ripianare il buco non sono malissimo: tassare le altre tv sarebbe una cosa fattibilissima perché tanto diminuendo l’offerta pubblicitaria in termine di numero di canali, i prezzi aumenterebbero. In pratica le tv private non guadagnerebbero meno con la nuova tassa, perché avranno un volume d’affari aumentato. Chi pagherebbe di più alla fine sarebbero i clienti che vogliono farsi pubblicità. Bisogna però considerare che il mercato pubblicitario europeo è in un momento di stagnazione e quindi questo potrebbe dare una mazzata agli investimenti televisivi e deviare più flussi di investimento verso i nuovi media. E qui che spunta la seconda tassa di Sarkozy. Questa la reputo meno giusta, perché secondo me i panni sporchi bisogna lavarseli in casa, e quindi non prendere i soldi da internet per darli alla tv.

In Italia una proposta non arriverà mai. Perché il governo di sinistra non capisce niente di media e l’opposizione di destra (guidata dal signor Mediaset) non si sognerebbe mai di fare una cosa del genere: penalizzante per la tv commerciale e degna dei comunisti. Sarkozy è un leader di destra, ma devo dire che lo stimo per varie ragioni: è una persona sicura e decisa, ha carisma, è riuscito a formare un governo composto per metà da donne, è giovane, ha creato alleanze con moltissime potenze in pochissimi mesi: Italia e Spagna in primis, ma anche la Chiesa e gli Stati Uniti. E poi c’è questa storia della televisione, una mossa azzardata e coraggiosa. Per molti tratti descritti sopra potrebbe assomigliare a Zapatero. Uno come Sarkozy ce lo sogniamo noi, che siamo governati da due vecchietti: uno che pensa a farsi i soldi e sistemarsi i guai con la giustiza, l’altro che pensa solo a come non perdere quei due o tre senatori che lo tengono su.

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