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Posts Tagged ‘Calcio’

L’Italia è una rebubblica democratica fondata sul calcio. E in Italia ogni cittadino è c.t. della nazionale.
Queste due affermazioni oggi sono più che mai valide e attuali. Dopo la sonora batosta subita con l’Olanda la gente ha cominciato a cercare gente da accusare. La maggior parte ha trovato nella persona più responsabile Donadoni. D’altronde è lui il c.t., il responsabile delle persone in campo. Ma è anche facile accusare l’allenatore.
Ma facciamo un salto indietro nella storia: Donadoni, per anni bandiera del Milan si ritira da giocatore e comincia a studiare da allenatore. Dopo pochi anni di gavetta, l’occasione arriva con il Livorno in serie B. Poi passa al Genoa e di nuovo al Livorno in serie A, dove riesce a conquistare una posizione in medio/alta classifica, l’anno dopo la storia si ripete: il Livorno gira bene, è settimo in classifica, ma il rapporto col presidente Spinelli si incrina e Donadoni decide di andarsene. Quell’estate scoppia la bomba di calciopoli e l’Italia vince il mondiale, con il conseguente abbandono della nazionale di Lippi. Ad amministrare la Figc ci sono il commissario straordinario Rossi e il vice commissario Albertini, appena ritiratosi dal calcio. Fatto sta che Albertini, ex compagno di Donadoni, spinge molto per far avere la panchina della nazionale a Donadoni. E così fu. La prima critica a Donadoni fu quella di avere, indubbiamente, pochi anni di esperienza come allenatore per affrontare una tale impresa. Per di più le prime partite sono un disastro totale. Pian piano la nazionale ricomincia a vincere e Donadoni si riconquista la fiducia dei tifosi, anche grazie alla mossa popolare di convocare Del Piero e Cassano per gli Europei. Ma arriva la prima partita e l’Italia si becca una sonora batosta, Donadoni viene criticato e si vocifera già di un ritorno di Lippi sulla panchina della nazionale. Siamo proprio in Italia…
Il mio bel paese si rende conto sempre meno del livello a cui è arrivato nei confronti di uno sport, che deve generare divertimento, non nervosismi. Troppi soldi, troppi interessi. Tante volte si è detto di ricominciare da zero. Mossa impossibile. Però i potrebbe cominciare a deviare fondi per il calcio in sport che ne hanno davvero bisogno per far crescere i nostri atleti. Per fare in modo che lo sport torni a divertire.

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32 attimi di tensione

Il rigore decisivo di Grosso contro la Francia.

Nel calcio il momento di più tensione in un giocatore, ma anche nel pubblico, si misura in un calcio di rigore. Soprattutto se si tratta dei rigori di fine partita in cui ci si gioca tutto.

Ne sa qualcosa l’Italia che è riuscita a vincere il quarto titolo mondiale grazie ai rigori, che nel 1994 le avevano negato la gioia. Ma che succede se dopo i 5 rigori di rito si è ancora pari? Si continua ad oltranza finche non si abbia un risultato che non sia in parità. Di solito però si decide tutto entro i primi 5. Ma nei casi in cui si va avanti la tensione sale ancora di più. “La tua squadra si affida a te, non puoi sbagliare”.

Adesso immaginate questa tensione moltiplicata per molte volte. Il 20 giugno scorso si è giocata la semifinale degli europei under 21 tra Olanda e Inghilterra. Risultato alla fine dei supplementari 1 a 1, si va ai rigori. Finiti i primi 5 si va avanti. E ancora e ancora. Prima di poter avere un vincitore si sono dovuti tirare ben 32 rigori, 16 per squadra. Alla fine l’ha spuntata l’Olanda, ma la partita verrà ricordata per il record di maggior numero di rigori tirati.

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I vecchi e i giovani

Quagliarella

E’ appena finita la partita Lituania-Italia, ha vinto l’Italia 2 a 0, con due gol (uno più bello dell’altro) di Fabio Quagliarella.

Facendo zapping tra la partita e la diretta del senato (uniche due cose guardabili stasera) pensavo a come sia strana la nazionale… Sabato scorso Donadoni manda in campo la formazione più vecchia degli ultimi anni e poi stasera l’Italia vince con uno dei giocatori più giovani. La partite contro le Faroer era una vergogna, questa bellina. Sorge il dubbio: è meglio affidarsi ai vecchi “senatori” o a giocatore più giovani, ma con meno esperienza? La risposta non è facile, infatti mi dispenso dal fornirla.

Ma poi questo Quagliarella da dov’è che viene fuori? Ah già, fa parte di quella miriade di giocatori poi diventata forte e di cui spesso ho detto “questo giocava nel Toro”. Il dilemma è che il Toro è come l’Inter, ma di bassa classifica: quando i giocatori forti (vedi Fiore) ci arrivano diventano scarsi, quando giocatori meno forti se ne vanno dal Toro diventano forti (vedi Lucarelli, Vieri, Quagliarella e gente varia) …

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