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Archive for the ‘Gabbo’ Category

Accolgo l’invito di Federico ed elenco i miei servizi web 2.0:

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E’ da un po’ che intendo scrivere questo post, ma le richieste di informazioni che mi sono giunte nelle ultime settimante mi hanno finalmente convinto. Quella che segue è una visione personale del corso di laurea di Ingegneria del cinema e dei mezzi di comunicazione del Politecnico di Torino. Ma è comunqua una visione dall’interno, e sono molti gli interessati ad averla.

Io sono entrato a Ingegneria del cinema nel 2005, era il terzo anno di esistenza del corso di laurea. Eravamo delle cavie, ma meno di quelli arrivati prima di noi. Siamo entrati in poco meno di 60, ma a marzo eravamo già in 40. Molta gente, delusa da aspettative sbagliate, aveva mollato il corso. Penso che nessuno si aspettasse esattamente un corso come quello venuto fuori. Questo perché la pubblicità fatta all’inizio per questo corso era totalmente deviante. Si parlava veramente di fare cinema, incontrare registi e specialisti del campo. Fortunatamente io non ero venuto per fare cinema. Perché non si fa. Sfatiamo un mito: si fa solo un esame sul cinema, in altri esami si fa qualche accenno. Se volete fare cinema andate al DAMS.

(altro…)

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Ieri un mio caro amico, Hanzo, mi ha convinto a iscrivermi a Facebook, in verità non mi ha convinto solo lui, ma diciamo che mi ha spinto a fare il passo decisivo.

Per chi non lo sapesse Facebook è probabilmente il più grande Social Network esistente su Internet. E’ nato solo nel 2004, per opera (tanto per cambiare) di un giovane studente di Harvard e un suo amico-nerd (esattamente come i due Steve della Apple). La community è nata prima per la sola università di Harvard per poi allargarsi ad altre università, scuole superiori e infine non studenti. Oggi si può iscrivere chiunque abbia più di 13 anni. Il nome del social network deriva dal cosiddetto “libro delle facce”, l’annuario americano costituito dai mezzobusti degli studenti. E’ un po’ ci assomiglia.

Lo stampo è proprio collegato al mondo scolastico e universitario, il metodo più semplice per trovare amici che già si conoscono è inserire la propria università e il proprio liceo. La cosa che più mi ha stupito è stata la capacità del software di trovare gente che io conosca semplicemente incrociando le amicizie del mio profilo con la scuola e l’università. In effetti il 70% delle persone che mi propone come amici sono persone che io ho conosciuto.

Per il resto devo dire che non mi faccia impazzire: per molte cose è molto banale, poco personalizzabile e soprattutto poco ordinato e intuitivo. Soprattutto quest’ultimo punto mi lascia perplesso: il web 2.0 utilizza massicciamente grafiche molto pulite, ma Facebook pare non riuscirci…

Queste però sono solo prime impressioni, vedremo come ancdrà avanti…

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La fine di un’era?

Mi sto rendendo sempre più conto che sto cambiando ritmi di vita. Questo tirocinio mi sta trasformato in un adulto. Adulto nel senso della vita: di giorno, tutto il giorno e tutti i giorni, lavoro; la sera libera. Fino a due mesi fa non era così: quasi tutti i giorni poli, ma con orari flessibili e impegni oratoriani pomeridiani e serali. In questo periodo dell’anno gli impegni all’oratorio sono conclusi, per cui spesso mi ritrovo la sera libera. Nel senso che quando uno stacca dal lavoro, non deve pensare al cosa viene poi, non deve pensare agli esami. Pensa che ha sgobbato tutto il giorno e si è meritato il non avere impegni anche la sera. E il futuro non presenta preoccupazioni come gli esami. Mi sto abituando (inconsciamente) a questo tipo di vita. Ma dovrò svegliarmi. Non ho ancora finito il poli.

Il problema sarà una volta presa la laurea. Il problema sarà scegliere la strada: vita da giovane o vita da adulto?

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Torino Esoterica

Piazza Statuto

L’anno scorso, più o meno in questi giorni di Giugno, era tutto diverso. Il clima, gli impegni, gli europei…

Erano i tempi di Anna Marotta, personaggio di cui ho parlato in questo post. Tale personaggio ci affidò un compito a gruppi. Creare un oggetto mediale, con tema Torino. Il mio gruppo (io, fedone, oriana, lele e puglia) decise di farlo sulla Torino Esoterica. Ci prendemmo molto a cuore il progetto: facemmo anche una visita guidata notturna di Torino per scoprire i luoghi della magia. Il risultato di tale progetto fu una presentazione e un video. Dopo un po’ di tempo ho deciso di caricare il video su youtube, in modo da farlo vedere a tutti. Il video lo potete trovare qui sotto:

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Sugar

Ieri sera sono andato a San Siro per assistere al concerto di Zucchero. Era la prima volta che andavo a San Siro e devo dire che mi ha fatto molto effetto. Questo stadio enorme e imponente con un palco larghissimo che andava a prendere quasi tutta la larghezza del campo. L’idea di Zucchero è stata di creare il Sansiro Stadium Theatre: un teatro nella stadio, con platea a sedere e numerata, per venire incontro alla crescente età del suo pubblico e l’ambientazione era anche fatta per ricordare un teatro (vedi mia foto sotto). L’ottima idea è naufragata, come era prevedibile, già alla seconda canzone: tutti quelli seduti in platea sono balzati in piedi e corsi sotto il palco. Ma va bene così, dopotutto è comunque un concerto in uno stadio.

Nonostante Zucchero non sia uno dei miei artisti preferiti (non lo ascolto mai), il concerto è stato trascinante e bellissimo, si sentiva l’energia trascinante di quel non più giovane un po’ imbolsito. Ma molto bravo nel sapere tenere lo spettacolo sempre vivo.

Un po’ mi vergognavo in mezzo a tutta quella gente: io non sono un fan di Zucchero, avevo dei posti bellissimi (e cari) e non avevo pagato. Mi sono stati offerti il giorno prima dalla concessionaria del Sole 24 Ore. Perchè il mondo della pubblicità è fatto anche di omaggi (non disinteressati). E io ne ho approfittato subito.

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Di nuovo sul treno che mi porta a Milano. Il tirocinio continua tra alti e bassi, ma in questo momento vedo di più i fattori positivi.
Una volta un mio grande professore, Domenico Ioppolo, disse: “Chi ne sa di pubblicità non ne parla, chi non ne sa ne parla troppo”. Io ho deciso di parlare, e spiegare quello che sto imparando
Ho cominciato la prima campagna mia, ovvero creata e gestita da me. Si tratta della campagna search per il blog di Alfa Mi.To. Devo dire che la cosa mi piace abbastanza, perché stimola la creatività e il continuo bisogno di trovare nuove keyword. Il lavoro principale della fase di preparazione della campagna è la stesura delle keyword e degli annunci testuali, quelli che poi l’utente vedrà sul motore di ricerca. Le keyword sono divise in due gruppi: generiche e brand. Quelle generiche sono keyword legate al settore in cui si va ad inserire il sito che si sta pubblicizzando. Nel mio caso ci sono tantissime keyword legate al settore automotive e specializzate nel segmento di appartenenza della Mi.To, inoltre ci sono keyword generiche legate al mondo del blog e della community, dato che il sito sponsorizzato è proprio il blog di Alfa Mi.To. L’altro gruppo di parole è quello detto brand, dove vanno tutte le keyword che hanno a che fare con la marca e il prodotto sponsorizzato. Di solito le keyword brand registrano numeri di click molto alti, perché se l’utente cerca “mi.to” su google vuol dire che sta proprio cercando la Mi.To e io gliela sto offrendo. Le keyword generiche sono importanti, invece, perché vanno ad intercettare il traffico normale del motore di ricerca (ma nel mio settore) per deviarlo sul mio sito (che probabilmente non stavano cercando) e quindi attirano un potenziale cliente in più rispetto a quello che stava già cercando la mia macchina.
All’interno dei due gruppi, c’è un ulteriore distinzione in gruppi. Ogni gruppo si riferisce ad un ambito specifico delle parole al suo interno. Per ognuno di questi gruppi bisognerà creare almeno un (spesso sono tre) annuncio testuale, il più attinente possibile al gruppo di keyword, che invogli l’utente a cliccarci sopra e finire nel mio sito. E qua sta l’altro grande sforzo di creatività. Per farlo bisogna analizzare bene cosa offre il sito per far leva su quello e riuscire ad attirare click. Più la campagna è atipica e più bisogna sforzarsi per creare keyword e annunci, ma devo dice che questo sforzo mi piace, perché mi mette alla prova con me stesso.
Considerando che il futuro del mio lavoro è questo, abbandonando progressivamente l’impegno sulle campagne display, direi che posso ritenermi soddisfatto.

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