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Archive for the ‘Cinema’ Category

E la cicogna?

La notizia è di qualche giorno fa, ma ne volgio parlare comunque. In America, nel Massachusset, 17 ragazzi di un liceo hanno deciso di concepire collettivamente, per vivere l’esperienza tutte insieme.

Ovviamente il rimando ovvio (e anche il dito accusatorio) va al film Juno. I nessi sono tanti: l’età, la situazione geografica, e quindi anche quella sociale… Ma io riesco solo a vedere più le differenze, che le similitudini. Partiamo dall’articolo sopra citato: il sottotitolo afferma che le giovani hanno deciso di concepire per imitare la protagonista del film. Motivazione che viene smentita poi nell’articolo, secondo cui la motivazione sarebbe di voler rimanere amiche per sempre, facendo questa esperienza tutte insieme. Ma ormai è risaputo che bisogna saper vendere quello che si fa, per cui il titolo facile ci può anche stare.

Ritengo un fatto molto grave quello che è successo, probabilmente dietro ci deve stare una situazione di degrado sociale molto grande, per far accadere ciò. Dietro ci sta il desiderio di amare e di essere amati, cosa che a quanto pare non accade molto nella realtà dei nostri giorni. Ma facendo così si snatura completamente il concetto di famiglia e di amore di coppia. Diventa egoismo.

La differenza fondamentale che noto con il film è il motivo per cui la ragazza rimane incinta. Nella fiction è un rapporto non protetto, nella realtà è la ricerca della gravidanza a tutti i costi. E’ qui il nocciolo della questione. Per questo penso non si possa accusare il film di aver spinto le ragazze a volere una gravidanza. Sicuramente in qualche modo avrà influenzato, ma non penso sia questo il fattore principale di scelta di queste povere ragazze.

Di sicuro sono notizie che mettono dispiacere, che fanno pensare dove sta andando il mondo…

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Mi sono messo a dare un’occhiata al mio profilo di filmscoop, sito di cui ho parlato precedentemente. Volevo capire i voti che avevo dato ai film usciti recentemente, per cui mi son preso tutti quelli dal 2007 ad oggi e ho guardato i voti, stilando una classifica. Il risultato è un indice di gradimento di tutti i film che ho visto usciti nell’ultimo anno e mezzo. Ci sono qualche sorprese rispetto a quanto credevo di vedere in classifica, ma diciamo che le prime posizioni in classifica rispecchiano molto quanto sia giusto.

Ma bando alle ciance, ve la metto qui sotto. Per comodità posto solo i primi 10 risultati:

1. Juno   10,0
1. Ratatouille  10,0
3. Non è un paese per vecchi   9,0
3. Grindhouse – a prova di morte   9,0
5. Zodiac   8,0
5. Mio fratello è figlio unico   8,0
5. La ricerca della felicità  8,0
8. Tutta la vita davanti  7,5
8. La promessa dell’assassino  7,5
8. La guerra di Charlie Wilson  7,5

Qualche osservazione: se potessi avrei dato a Juno un voto superiore, per distinguerlo da Ratatouille ma non posso. Anche se il grande film pixar si becca un bel 10 lo stesso. Al terzo posto a pari merito, ci sono due film a mio parere molto simili sotto molti aspetti. Anche se uno di essi ha ricevuto ottima critica e l’altro il contrario. Nelle posizioni più in basso compaiono i film italiani (strano, di solito non mi attirano tanto), segno che in mezzo ai vanzina qualcosa di decente sta venendo fuori.

Non pubblico le ultime posizioni (quelle sotto il 6) ma dico solo che il nome più importante della zona è “Into the wild”, acclamato su più fronti, ma che è riuscito a deludermi in pieno. E’ un peccato.

Spero che alcuni si trovino abbastanza con questa mia classifica, perché vorrebbe dire che al mondo di gente che capisce il cinema ce n’è…

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Sono sempre stato scettico sui sequel. E ancora di più lo sono sempre stato sui ritorni dopo tanto tempo. Spesso l’atmosfera del primo film non riesce a essere ricreata, gli sceneggiatori non sono capaci di ripetersi e i registi cambiano, a volte perfino gli attori. Ho sempre visto i sequel come una mossa puramente commerciale, lontana dagli scopi dei film originali. Ieri ho visto Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo (titolo orribile, lungo e difficile da ricordare). Mi ha lasciato un po’ interdetto.

La squadra che stava dietro agli tre film viene ricreata di nuovo (Lucas alla sceneggiatura e produzione, Spielberg alla regia, Ford come protagonista, Williams alle musiche), ma si sente quel no pesantsissimo rifilato a George Lucas da Sean Connery. La mancanza del personaggio che ha fatto la fortuna del terzo episodio viene colmata (ma non abbastanza) dal figlio di Indy, che risulta delineato abbastanza bene ma non cattura l’attenzione dello spettatore. Ritorna anche Marion Ravenwood, fiamma di Indiana Jones nel primo episodio.

Ma allora cosa non funziona? La scenggiatura diventa troppo fantasticante e si allontana da quell’alone di verosimile dei primi episodi. Il protagonista si ritrova in troppe situazioni contemporaneamente, alcune anche ingiustificate che lasciano lo spettatore perplesso, come ci fosse bisogno di fargli capitare qualcosa a questo personaggio. Il problema è che il personaggio è già a posto così com’è, perchè lui è Indiana Jones. Si scade nel ridicolo quando i famosi “dei” non sono alieni (come ci porta a pensare tutto il film, fin dalle prime scene), il che già non mi piace molto, ma addiritura esseri di un’altra dimensione.

Tutto sommato però il film risulta gradevole. Gli attori sono tutti bravi e le citazioni sugli episodi precedenti si sprecano. Ce ne sono davvero tante, alcune veramente ben nascoste, ma che danno un tocco di simpatia al film. Come sequel non mi sento di bocciarlo, perché lo sforzo per fare un buon film si è visto, ma devo dire che per molte cose mi ha lasciato deluso e con un po’ di amaro in bocca.

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Juno

Avete presente quando uno comincia ad osannare un oggetto, una manifestazione, un film senza averlo ancora visto o utilizzato? Bene, io l’ho fatto con “Juno”. Ho passato gli ultimi mesi a dire che secondo me era un capolavoro, il film dell’anno, sicuramente da vedere. Questo perché risponde ad alcune premesse che a mio parere possono essere interessanti: è un film indipendente, girato da un regista emergente molto bravo, ha vinto il festival del cinema di Roma, ha avuto un successo di incassi in America, nonostante fosse distribuito in pochissime sale. Sicuramente ho sbagliato ha crearmi questa idea nella testa. Perché sono entrato in sala chiedendomi se poi non sarei rimasto deluso.

Sono uscito dalla sala estasiato. Nonostante i miei pregiudizi positivi, che potevano solo portarmi ad una sopravvaluzione, il film mi è piaciuto davvero molto. Juno riesce a riunire in se tantissime abilità in campi diversi in modo che il risultato finale sia un prodotto omogeneo, che funziona bene e riesce a filare liscio. Ma quali sono queste caratteristiche? Andiamo in ordine.
La sceneggiatura, che ha vinto l’oscar, è molto buona: una commedia e un film serio allo stesso tempo, il tutto mescolato molto bene. Non si perde mai il filo.
Il cast è tutto molto buono, nonostante manchino gli attori di richiamo. Ma come già detto, è un film indipendente. Tutti gli attori sono veramente adatti al proprio personaggio. Bravissima Ellen Page
La narrazione divisa in quattro stagioni è molto intelligente, un po’ come voler dividere le fasi della vita della protagonista. Nonostante i balzi temporali non si soffre di mancanza di informazioni. Il regista Jason Reitman ha fatto veramente un ottimo lavoro.
La colonna sonora è molto bella. E’ composta da molti pezzi folk lo-fi, più qualche composizione nel genere. Vale veramente la pena ascoltarla tutta.
Il progetto grafico è carino, soprattutto i titoli iniziali, ripresi nelle scritte in sovraimpressione, nelle locandine e in tutta l’attività di promozione.

Nonostante i vari tentativi di schierare il film pro o contro aborto, esso non si schiera. I temi trattati sono affrontati nel modo giusto senza troppi moralismi e nella maniera più leggera possibile ai fini della scenggiatura. Juno è veramente un godibile dall’inizio alla fine, gustandone l’atmosfera e i personaggi. Buona visione!

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paesevecchi.jpgRicorda un po’ Tarantino e un po’ Van Sant questo “Non è un paese per vecchi”. Ambientazioni alla Tarantino e scene violente molto simili, ma con un ritmo lento e introspettivo alla Van Sant. Il risultato è molto ben riuscito: riesce a prenderti molto, la regia è veramente ottima e sono bravi anche gli attori. Ma partiamo dall’inizio.

La trama è molto semplice: un tizio trova nel deserto dei corrieri della droga morti in una sparatoria e una valigetta piena di soldi. Un killer psicopatico lo insegue per ucciderlo e prendergli la valigetta. Lo sceriffo locale cerca di proteggerlo dal killer.

IL titolo (secondo me non molto azzeccato) è riferito alla storia dello sceriffo, molto arrendevole verso la criminalità moderna. Registicamente molto bello, con vasti paesaggi, molte scene buie, ritmo lento, qualche citazione (il killer che beve latte) e una totale assenza di colonna sonora. Interessante quest’ultimo punto, per tutto il film non si sente una nota, spesso sostituita dal silenzio. Ma tutto il film è basato sul suono: spesso certi rumori (importanti per il film) si possono sentire solo nel silenzio. In un’altra scena uno squillo del telefono a volume alto nell’attimo di tensione fa saltare i nervi.

Bravi i fratelli Cohen in un film non nel loro genere, con molta violenza (ma ho visto di peggio) e suspense a non finire.

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film-scoop.jpg

Oggi vi voglio suggerire un sito molto interessante che riguarda il cinema. Si chiama Film Scoop ed è un social network totalmente dedicato al cinema. In pratica esso è costituito da un enormie database, contenente quasi tutti i film usciti nella storia del cinema. Per ogni film ogni utente può visualizzare un giudizio sotto forma di commento e numerico. Essendo un social network, ogni utente è chiamato a valutare film. L’iscrizione, gratuita, è obbligatoria per potere commentare il film. Oltre ad un commento l’utente deve lasciare un voto al film in questione, voto che finirà in un grafico e andrà a far media con gli altri. Inutile dire che i film più consigliati saranno quelli con la media più alta.

Io lo uso spesso e lo trovo molto utile quando devo scegliere un film al cinema, o per scoprire nuovi film che mi potrebbero interessare. Dato che il database è molto ricco, ed aggiornato di recente con tutti i film in programmazione nei cinema, è facile perderci molto tempo all’inizio per scoprire qual’è il voto medio di molti nostri film preferiti e andare ad aggiungere il nostro.

Questo esperimento di social network basato sul cinema secondo me parte dalla difficoltà di dare un commento unanime al film, perché spesso i critici danno il loro parere e solo il loro. Con Film Scoop si scoprono commenti bilaterali sul film e si può avere una valutazione un pochino più oggettiva grazie alla media dei voti. L’idea mi pare molto buona e funzionerebbe meglio se ancora più gente si iscrivesse e cominciasse a votare.

Cosa fate ancora qui? Andate ad iscrivervi!

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Ratatouille

Ieri sono andato per la seconda volta al cinema a vedere Ratatouille, nuovo capolavoro della Pixar Animation Studios. Guardando indietro nella mia vita sono veramente poche le volte che ho visto un film due volte al cinema. Probabilmente le altre volte era dovuto a uscite con compagnie. Stavolta sono tornato perché volevo rivederlo, e gustarmi tutto quello che mi ero perso la prima volta. Cosa è successo fra le due visioni? C’è stata la View Conference.

La View Conference (ex Virtuality) è una conferenza internazionale sulla Computer Graphic che si tiene ogni anno a Torino. Quest’anno ho deciso di partecipare tutti e quattro i giorni, nonostante fosse in piena pausa esami, dato il programma ricchissimo (visibile sul sito). Quattro premi oscar in vari campi, quattro speaker della Pixar e le maggiori aziende di grafica 3d più qualche azienda emergente molto interessante (di cui parlerò poi) tutti insieme a Torino per quattro giorni. Inutile dire che le conferenze più gettonate fossero quelle della Pixar. In esse si è parlato moltissimo del ultima fatica della casa di produzione americana, Ratatouille (e il bellissimo corto ante-film Lifted).

Tornando al film devo ammettere di averlo trovato il più bello mai uscito della Pixar per vari motivi. In primis la storia. Ratatouille ha una storia davvero originale e per niente scontata. In essa non si ritrovano i classici personaggi stereotipati tipici della storia per bambini. Forse è per questo che mi è piaciuto molto. Ratatouille è un film per niente infantile (al contrario del precedente Cars) e molto adatto ad un pubblico adulto.

Tecnicamente è un gioiello. Quando la Pixar si mette a far le cose, le fa proprio bene. Livello di dettagli altissimo, paesaggi emozionanti, pelliccia dei topi perfetta, movimenti realistici e veramente fluidi. Ma soprattutto il cibo. Il cibo (probabilmente il vero protagonista di Ratatouille) è realizzato alla perfezione, veramente realistico e soprattutto fa venire voglia di mangiarlo, l’effetto è riuscito grazie all’enorme contributo di giochi di luce e di colori. Opera di Sharon Calahan, direttrice fotografia del film e presente alla View Conference.

Il film (per chi non lo avesse ancora fatto) è sicuramente da vedere. E soprattutto al cinema.

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